Infezioni sessualmente trasmesse in aumento

Nel variegato e temibile mondo delle infezioni sessualmente trasmesse, non vi è solo l’HIV, ma sono tante le malattie infettive che non rallentano la loro corsa, anzi aumentano, perché le Infezioni sessualmente trasmesse (IST) colpiscono tutte le persone sessualmente attive e, soprattutto, crescono sempre di più tra i giovanissimi, in particolare tra le donne; infatti, trattasi di infezioni subdole che mettono a rischio la loro capacità riproduttiva.
A scattare la fotografia delle Infezioni sessualmente trasmesse è l’Istituto Superiore di Sanità che ha aggiornato nei mesi scorsi i dati dei sistemi di sorveglianza sentinella attivi in Italia. Infatti, nell’ambito delle IST non esiste soltanto l’HIV, per il quale si è registrato un calo importante delle nuove diagnosi, ma ci sono tante altre patologie come la clamidia, la gonorrea, la sifilide, i condilomi anogenitali e l’herpes genitale che sono infezioni, di cui si parla troppo poco, il cui trend negli anni non è mai calato, ma al contrario continua a crescere interessando in particolare i giovanissimi tra i 15 e i 24 anni e le donne.
Se dal 2016 diminuisce lievemente il numero delle persone con una IST confermata e si riduce di circa il 29% il numero dei maschi che fanno sesso con maschi (Msm) con una IST in atto, al contrario dal 2000 è aumentato del 23% circa il numero di donne colpite.

Soprattutto, i casi di Chlamydia trachomatis hanno evidenziato un incremento del 33% rispetto agli anni precedenti, in particolare nelle donne (+65%) e i giovani tra i 15 e i 24 anni mostrano una prevalenza di casi di infezione quadrupla rispetto agli over 24. Non solo, i casi di gonorrea sono raddoppiati negli ultimi cinque anni analizzati. È più che raddoppiato, negli ultimi quindici anni, il numero di donne con herpes genitale. Di contro, in quattro anni il numero di casi di condilomi ano-genitali si è ridotto, molto probabilmente grazie alle campagne vaccinali anti-HPV in femmine e maschi. Emblematico risulta il caso della clamidia che mostra il trend in crescita dal 2008, con un incremento di quasi quattro volte, in particolare nelle donne tra i 20 e i 25 anni.

Questo è un dato preoccupante perché tre donne su quattro non si accorgono di aver contratto l’infezione da clamidia in quanto il sintomo del dolore viene spesso confuso con quello dell’ovulazione o attribuito erroneamente a generici dolori intestinali. La mancata diagnosi porta ad una mancata assunzione della terapia antibiotica e alla progressione dell’infezione che ha come conseguenza un’occlusione delle tube, compromettendo la capacità di procreazione. Insomma, un’infezione subdola e misconosciuta difficilmente rintracciabile a distanza di anni, con il risultato che molti dei casi di infertilità tra le donne potrebbero essere attribuiti a pregresse infezioni da clamidia.

Preoccupano anche la gonorrea i cui casi in cinque anni sono raddoppiati (sia nei Msm che nelle donne) e la sifilide una patologia dimenticata grazie all’avvento della penicillina, ma che negli ultimi anni ha avuto un picco epidemico sorprendente che ha interessato tutta l’Europa. Anche la sifilide è una malattia ingannevole e subdola, compare con una piccola lesione che poi scomparire rapidamente, ma, se non curata, il microorganismo che la causa, il treponema, rimane e si diffonde colpendo tutti gli organi fino a poter arrivare al cervello. Miglioramenti si sono registrati, invece, sul fronte dei condilomi ano-genitali che hanno avuto un costante incremento fino a qualche anno fa, per stabilizzarsi grazie agli effetti delle campagne vaccinali per l’HPV iniziate tra le donne e i maschi.  È, infine, più che raddoppiato, negli ultimi quindici anni, il numero di donne con herpes genitale. Un virus che rimane sempre latente per poi ricomparire quando si è sottoposti a forti stress.

Le azioni possibili da attuare per arginare l’incremento delle infezioni sessualmente trasmesse consistono nel:

  • favorire la diagnosi e il trattamento precoce delle infezioni sessualmente trasmesse;
  • eseguire la diagnosi precoce attraverso l’esecuzione del test per Chlamydia in donne giovani, anche se asintomatiche, in particolare se pluri-partner;
  • migliorare il tracciamento delle persone con IST;
  • promuovere la terapia del partner e sostenere la prevenzione primaria favorendo la vaccinazione anti-HPV, antiepatite B, antiepatite A.

Tutti insieme, con specialisti ed istituzioni, bisogna incrementare nella popolazione generale la conoscenza e la consapevolezza del ruolo delle infezioni sessualmente trasmesse e delle loro conseguenze a distanza di anni, se misconosciute.

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