Vitamina D e tiroiditi

Alcuni ricercatori hanno valutato la concentrazione di un metabolita della vitamina D presente nel sangue, in persone con Tiroidite di Hashimoto senza alterazioni della funzionalità tiroidea. Lo studio ha arruolato 218 persone dell’isola di Creta di cui 180 femmine e 38 maschi. Circa l’85% di loro aveva una carenza di vitamina D definita come concentrazione di 25-idrossi-vitamina D nel sangue inferiore a 30 ng/ml.

L’età media della casistica complessiva osservata era di 35 anni e quella delle persone con carenza di vitamina D solo di poco superiore: 37 anni. In tutti sono stati eseguiti esami di laboratorio relativi alla funzionalità tiroidea e la valutazione degli anticorpi presenti nelle tiroiditi e, ancora, sono stati registrati i dati antropometrici e la pressione arteriosa insieme all’ecografia renale. Nei soggetti con carenza di vitamina D è stata somministrata vitamina D3 alla dose di 1200-4000 UI al giorno per 4 mesi con l’obiettivo di raggiungere e mantenere concentrazioni nel sangue di vitamina D superiori o uguali a 40 ng/ml. Nel gruppo trattato, alla fine della cura, sono stati ripetuti tutti i controlli eseguiti in precedenza.

Dalle valutazioni esperite si è osservato che nelle persone con carenza di vitamina D vi era una concentrazione significativamente maggiore di anticorpi antitireoperossidasi rispetto a quanto rilevato nel gruppo senza carenza e la somministrazione di vitamina D3 ha indotto, nelle persone con carenza, una riduzione significativa del 20% della concentrazione degli autoanticorpi. Sebbene alcune altre variabili considerate abbiano mostrato piccole differenze alla fine del trattamento, nessuna di queste modificazioni è risultata significativa.

Nelle conclusioni si è evidenziato che la maggioranza, oltre l’85%, della casistica considerata aveva una carenza di vitamina D correlata, altresì, ad un incremento degli anticorpi anti-tireoperossidasi. La somministrazione di vitamina D3, nei soggetti con effettiva carenza, ha ridotto anche i livelli di questi anticorpi.

Di questo studio risulta importante il dato che dimostra come vivere in un’isola del Mediterraneo, che ha un elevato indice di irradiazione solare, non impedisce in alcun modo di sviluppare una carenza di questa vitamina alla gran parte degli abitanti. Ciò dovrebbe suggerire maggiore attenzione alla verifica delle carenze di vitamina D in chi vive nel Sud dell’Italia e nelle isole. Anche la relazione fra carenza di vitamina D e aumentata concentrazione di anticorpi anti-tireoperossidasi è uno spunto interessante per ampliare le casistiche rilevate e, soprattutto, considerata la maggiore incidenza nel sesso femminile, per l’indicazione ad una approfondita ed adeguata valutazione endocrino-metabolica da parte di uno specialista con una visione multidisciplinare, sia endocrinologica sia ginecologica, orientata al benessere della donna.

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